Saper CAMBIARE la strada

Libertà, impegno, passione, questa la nostra filosofia di lavoro. Amiamo il nostro lavoro e lavoriamo per amore. La correttezza, l’integrità ed un approccio responsabile e prudente nella gestione del business e della clientela sono il nostro marchio di fabbrica.

Non amiamo i meeting, che riempiono di parole giornate intere, senza aggiungere niente. Non amiamo le cravatte indossate come medaglie.

Voglio essere ruvido in questo articolo, perché non temo chi sa capirmi, e allo stesso tempo, temo, ancor meno, chi mi vede presuntuoso nella mia ruvidità.

Cercherò di confrontarmi in modo limpido e diretto, senza nessuna certezza di avere la verità in tasca, convinto però che l’integrità intellettuale possa essere il modo migliore per dare la propria partecipazione alle vostre aspettative.

Nessuna intenzione di darvi alcun insegnamento! Non sono un letterato, un filosofo, nè un saggio. Sono semplicemente un imprenditore.

Non conosco nulla di voi, del vostro trascorso, di come sognate il vostro futuro. Ma seppure mi confidaste la vostra vita passata, particolare per particolare, sarei presuntuoso a volervi impartir lezioni. La vita di ognuno di noi straripa di influenze che nessuno può logicamente pensare di aver metabolizzato, eppure è così, basiamo le nostre scelte, spesso “non scelte” sull’onda di quelle influenze/esperienze. Vorrei provare a condividere con voi le mie esperienze, quelle che ho maturato, prima da ragazzo e poi da uomo, cercando in seguito un filo conduttore con quello che è la ricerca di una vita migliore, partendo soprattutto dalla casa.

Non ero votato allo studio ed ho iniziato presto a lavorare. Avevo 15 anni quando iniziai. I miei genitori non mi supplicarono tanto: o l’una o l’altra strada. Non è stato facile. Non è mai facile iniziare qualcosa di nuovo, con persone nuove, imparare a gestire i rapporti in alcuni momenti. Non è facile cambiare le abitudini, gli orari, limitare il tuo tempo libero e sapere che sarà così per più o meno 40 anni. Devi avere fiducia nel prossimo, finisce il comfort del bambino della casa e delle pacche sulle spalle. L’equilibrio lo troverai di lì a poco, si! ma a quale prezzo??

Ho passato 6 anni pensando che quella fosse veramente la vita giusta: lavoro duro, amici (anch’essi giovani lavoratori), vita notturna e sballo il fine settimana. A 21 anni ho conosciuto Alessia (mondo parallelo), oggi mia moglie. Ricordo ancora la strana impressione della stretta di mano con suo padre, mi parve di stringere la mano di un neonato non tanto per la dimensione, quanto per la morbidezza, segno evidente di un percorso fatto completamente diverso dal mio e da quello della mia famiglia. Mi era estraneo tutto della sua di famiglia, le abitudini borghesi, gli orari, il metodo in ogni cosa, l’ossessione per le previsioni del tempo … mi era estraneo tutto, ma osservavo a cuore aperto che, non per fortuna, avevano ottimi impieghi, ottimi redditi, tanto tempo libero e, soprattutto, quelle mani così morbide, che diventava sempre più imbarazzante stringere alle mie così ruvide.

Ho fatto conoscenza con Alessia a Firenze perché “io” avevo desiderio di frequentare Firenze, avevo desiderio di conoscere, di CAMBIARE: Cerreto Guidi mi stava stretta.

CAMBIARE habitat e conoscere altri punti di vista è uno straordinario metodo per crescere. Entrare in relazione con un sistema completamente sconosciuto è qualcosa che ti cambia nell’intimo, ti costringe a confessare a te stesso quelle cose che non avresti mai voluto confessare e a recuperare tutte le forze necessarie per superare i tuoi limiti.

Dopo 4 anni di osservazione di ogni componente dell’intera famiglia di quella che sarebbe diventata la mia futura moglie (quindi ancora una cinquantina di conoscenze di mani morbidissime), mi tolgo dal comfort della vita impostata e comoda. Riparto con lo studio e questa diventa la mia tipica giornata per 3 anni: ore 8:00-12:00/ore 14:00-19:00 fabbrica, ore 20:00-24:00 scuola, quel che rimaneva per Alessia e amici, oppure spesso libri fino alle 2:00/3:00 del mattino. Prima e seconda in un anno, terza e quarta nel secondo anno, quinta nel terzo.

Esame alla scuola pubblica a 28 anni. Geometra! È stato più sofferto prendere la decisione che quelle giornate così intense e lo è stato perché, guardando leggermente oltre il mio naso, vedevo due possibilità, entrambe pericolose: 1) non farcela a conseguire il titolo di studio, con conseguente frustrazione se non depressione, 2) conseguire il titolo di studio, ma per poi fare che cosa? Non vedevo grandi richieste di figure come geometri.

Tuttavia avevo iniziato ad intravedere che CAMBIARE portava fortuna, CAMBIARE accresceva, “CAMBIARE” era la parola d’ordine. A posteriori ho capito che, inconsapevolmente, uscivo in continuazione dalla mia zona di comfort e stavo acquisendo consapevolezza, ma non era la consapevolezza, che in quel momento non avevo di certo, a guidare le azioni, erano invece le azioni a darmi la successiva consapevolezza.

Lo spiega bene Hegel nella Nottola di Minerva, una specie di Civetta sacra che inizia il suo volo solo al crepuscolo, quando il sole è già tramontato; ecco, la consapevolezza è come la nottola di Minerva, arriva a cose fatte, non puoi pensare di aspettare che arrivi se non fai!!

Da allora, non senza paure nè senza dolore, ho CAMBIATO un lavoro sicuro con un ottimo stipendio, spiccando un vero salto nel vuoto, nel momento in cui avevo mutuo e famiglia, sì perché nel frattempo sono nati Tiziano e Leonardo (anche questo è CAMBIARE) e Alessia si è laureata … Non vi annoio ulteriormente, vi dico soltanto che non ho fatto altro che CAMBIARE. Io, che venivo dalla formazione del “posto sicuro”, del “chi lascia la strada vecchia per quella nuova ….” e così via … da un certo momento in poi ho sempre sostenuto l’idea di progettare e CAMBIARE. Ho fatto due società sbagliate, per poi rendermi conto che il miglior socio ce lo avevo in casa e ci avevo già fatto un contratto pubblico, “il matrimonio”. Ma ho dovuto CAMBIARE per capirlo. Ho voluto CAMBIARE ufficio, l’ho voluto più grande ed oggi lo vedo già piccolo, forse è già l’ora di CAMBIARE, anzi sento che è già tardi.

Ho dovuto CAMBIARE per capire che spesso, se non sempre, le ragioni della decadenza, del regresso, sia delle persone, sia delle strutture, sono attribuibili ad una incapacità di trasformare le proprie abitudini, le proprie tradizioni, le proprie procedure, pensandole giuste anziché comode, immodificabili anziché trasformabili.

Non c’è la crisi! Non si può attendere che termini qualcosa che non esiste. Il nostro tempo ci impone un nuovo modello di vita, a cui occorre adeguarsi, ed ha reso più palese (purtroppo ancor di più ai più deboli) la necessità di CAMBIARE, che non significa banalmente “cambiare lavoro”, ma CAMBIARE tutto ed in continuazione. Non c’è più tempo di guardare il passato, occorre guardare avanti. C’è grande bisogno di riconoscere la necessità di CAMBIARE. Se vogliamo vedere nuovi orizzonti, occorre cambiare punti di vista e non si può essere contenti di ciò che si vede oggi quando è già certo che sarà sfumato domani.

CAMBIARE richiede vitalità, risolutezza, audacia, coraggio, ma soltanto così sarete artefici del vostro destino, diversamente inevitabili oppressi dai processi della vita, sempre più repentini, sempre più violenti. L’utenza che ha saputo CAMBIARE la propria idea a “cuore aperto”, proprio come quel ragazzino di 21 anni a Firenze ha preso il nettare di ciò che noi, e che chiunque in qualsiasi settore, può dare.

Ma siete davvero tutti capaci di tenere questo cuore così aperto? Avete voglia di ascoltare e di CAMBIARE? Si dice che l’Agente Immobiliare deve saper ascoltare bene il cliente. È vero. Vorrei aggiungere che anche il cliente dovrebbe fare altrettanto con l’agente immobiliare ed essere capace, quando necessita, di CAMBIARE idea, non per agevolare l’operatività del professionista, bensì per godere del benessere che può trovare soltanto dopo l’avere, talvolta, CAMBIATO idea, ma inizierà il suo volo solo al crepuscolo, quando il sole sarà già tramontato …

Il CAMBIAMENTO è la migliore risposta a quello che non possiamo intuire ed è l’unica arma che abbiamo per misurarsi ogni giorno. Rifiutarsi di CAMBIARE significa rifiutare la speranza del proprio futuro.

Dalle mie piccole e mai confortevoli esperienze, deduco che ogni storia di successo sia fondata sul coraggio di donne e di uomini di assumersi dei rischi e di CAMBIARE, sempre, l’ordine delle cose da cui erano circondati. Se avete dei figli, provate a far capire loro che è importante la strada che sceglieranno, ma lo sarà ancor di più l’audacia ed il coraggio con cui decideranno di percorrerla, sapendo subito che CAMBIARE sarà obbligatorio. Dovessero pensare che le informazioni apprese nel periodo scolastico possano essere sufficienti a mantenersi incarichi inamovibili nel tempo, si troverebbero ben presto sopraffatti da un mondo che cambia, indolente dei più deboli.

 

“C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso … Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale“

(dal film Into the Wild)

 

Geometra Simone Francioni

Agente di affari in mediazione

ruolo 4572 CCIIAA Fienze

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